lunedì 9 novembre 2009

Piedino

Una mattina mi sono svegliata e il mio piede era morto. No, non mi faceva male, era morto. Cioè non è che adesso goda ottima salute, ma almeno piccoli segni di resurrezione me li dà, chissà se per merito dei farmaci o per naturale risveglio.
Io non ho paura di star male, ma ho molto paura per la salute dei miei neuroni, ho talmente paura per questi accidenti di neuroni che quando da ragazza leggevo Sacks, ho attraversato, sentendomeli addosso, quasi tutti i morbi e le sindromi disponibili nel linguaggio della letteratura.
Nello specifico comunque sono stata dal medico che, come sempre, mi ha rassicurata. Per cui gli ultimi giorni li ho passati zompettando allegramente tra le bottiglie di spumante aperte per il mio compleanno. Bisognerebbe morire più spesso di paura, credo sia salutare.

Ora di solito di certe cose non si parla, non sul serio almeno. Non se ne parla se si pensa di dover proteggersi con il proprio pudore. Ma io sono spudorata, questa è una cosa aricinota e dunque lo dico anche qui: se dovessi scoprire di aver ereditato la malattia di mio padre non aspetterei, cercherei di evitare il vedermi morire. Soprattutto per te, Sofia.

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