martedì 9 dicembre 2008

Ma che sapore ha?

C'è odore di mandarini e quando sento l'odore di mandarini mi viene in mente che il Natale alla fine mi piace perché nel Natale c'è la memoria. Ora sono convinta che ad alcuni piaccia poco o niente il Natale per questa ragione. Non così per me. Che i ricordi siano belli o brutti conta poco. Nella memoria costruiamo una parte importante della nostra identità.
Degli infiniti natali della mia infanza ricordo l'abbondanza e, come scrivevo oggi -raccontandolo al Papero- è proprio dell'abbondanza materiale del cibo che sento il bisogno. Mai come quest'anno mi viene voglia di regalare cose da mangiare, cose da conservare nella dispensa, come se il pensiero della crisi si stesse attaccando a me come qualcosa di ancestralmente legato alla fame, alla miseria. Penso alle cucine contadine, alle dispense chiuse a chiave, alla farina, allo zucchero e il caffé che uno zio molto anziano fino a qualche anno fa ancora portava a casa mia, come cortesia per gli ospiti.

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