venerdì 6 giugno 2008

Ancora il Caf

Le cose non sono mai semplici come sembrano. Io, insomma, di questa cosa non avevo più parlato perché mi era sembrato che tutto fosse insolitamente semplice. Insomma così: busso alla porta, l'ufficio è pulito e curato, due signorine dall'aria affabile mi guardano, io le guardo, tiro fuori i documenti e presento il mio 730, quello che avevo stampato dalla mail del mio amico Paolo, il mio commercialista. Metto qualche firmetta, mi fanno la fotocopia dei documenti- me le fanno loro, cavolo, non dicono vada a fare le fotocopie- mi sorridono, mi rassicurano, sì è già finita, esco, immagino, con la stessa aria scioccata della deficiente che si era chiusa per dieci anni in casa, con attacchi violenti di agorafobia o come quando esci dal dentista e l'unica cosa di sgadevole che ti capita è di non ricevere una caramella o la stecchetta (come si chiama tecnicamente la stecchetta ?)in regalo, esco. Felice, per una volta, con un allegro senso di leggerezza. Meglio di activia, per capirci. E invece no. Oggi mi arriva la telefonata: una lista indecorosa di documenti fiscali da produrre, roba che non troverò mai, che non ricordo nemmeno di aver posseduto. Ecco il panico, di nuovo.

P.s.: nella prossima vita sposerò un commercialista. Lo giuro.

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